BUONO NON LO CONOSCEVO – Recensione

VINI DI QUALITÀ DA VITIGNI AUTOCTONI

 Vini di qualità da vitigni autoctoni

Vini di qualità da vitigni autoctoni

Il 20 settembre 2018 a Roma, si è tenuta la nuova edizione dell’evento “Buono non lo conoscevo” che punta a far conoscere i vini di qualità ottenuti da vitigni autoctoni.

Organizzatrice della manifestazione è l’Associazione GO WINE che, dopo la pausa estiva, ha ripreso le sue iniziative mensili anche a Roma con un appuntamento molto atteso.

LOCATION

La location dell’evento è la sede abituale delle iniziative dell’associazione a Roma, l’ Hotel Savoy di via Ludovisi 15 (traversa di via Veneto). Si trova nel centro di Roma ed è facilmente raggiungibile dai mezzi pubblici (in particolare la metro A).

Anche questa volta le sale a disposizione sono due: la prima per ospitare i banchi d’assaggio e incontrare i produttori e l’altra, oltre che per ritirare un assaggio di formaggi e salumi (compreso nel biglietto), anche per degustare i vini di una particolare “Enoteca” versati con il supporto dei sommelier.

FORMAT

Collaudato e vincente è il format: la serata è divisa in due parti:

  • l’Anteprima della degustazione, dalle ore 16,30 -19,00, è solo per i professionisti del settore (giornalisti, enoteche, ristoranti, wine bar)
  • La degustazione, dalle ore 19,30 – 22,00, con l’apertura dei banchi d’assaggio e dell’enoteca, è anche per gli  enoappassionati.

PRODUTTORI PRESENTI NELLA SALA BANCHI D’ASSAGGIO

Di seguito riporto l’elenco dei produttori della sala con i banchi d’assaggio e, per alcuni, anche le prime impressioni ricevute conversando con gli stessi o degustando alcuni loro vini: 

ABRUZZO
Cantina Frentana – Rocca San Giovanni (Ch)

CAMPANIA
Marisa Cuomo – Furore (Sa)

FRIULI-VENEZIA GIULIA
Tenuta Stella – Dolegna del Collio (Go)
Azienda che crede nel biologico e nei vitigni autoctoni. La sua Ribolla Gialla ti accarezza sinuosa, mentre la Malvasia eccelle per la suadenza tattile e avvolgente

LAZIO
Casale del Giglio – Le Ferriere (Lt)

L'Olivella - Frascati (Roma)
Azienda relativamente giovane, legata alla tradizione, ma con spirito innovatore. I vini binachi ottenuti da Bombino, Bellone, Malvasia Puntinata sono espressione convincenti del territorio vulcanico sui cui sorgono. I vini rossi legati al Cesanese, Sangiovese e alcuni vitigni internazionali, invece esprimono carattere e personalità
TrebottiCastiglione in Teverina (Vt)
Azienda biologica che coltiva quasi esclusivamente vitigni autoctoni: per i vini rossi, oltre a quelli più tradizionali come il Sangiovese e l’Aleatico, emergono le diverse tipologie del Violone. Per i bianchi invece si hanno il Grechetto e il Trebbiano.
Vini Raimondo – Affile (Roma)
Azienda che esalta il Cesanese (di Affile) in diverse interpretazioni, rileggendo le tradizioni con espressioni più moderne.

LIGURIA
Associazione VITE IN RIVIERA - Ortovero (Sv)
L'associazione ha presentato una selezione di vini di 25 aziende vitivinicole e olivicole del Ponente Ligure (provincie di Savona e Imperia).

LOMBARDIA
Cantina Sociale di Quistello – Quistello (Mn)

MARCHE
Benforte Valori e Verdicchio – Cupramontana (An)
Azienda che valorizza il Vermentino sia rispettando la tradizione, sia sperimentando per offrirne versioni più moderne. Sorprende per i profumi lo spumante extra dry Quattordici, mentre conferme di qualità sono il Barbangelo e l'avvolgente riserva Lucibello.
Montecappone – Jesi (An)

PIEMONTE
Luca Ferraris – Castagnole Monferrato (At)
Azienda storica del Monferrato di 4 generazione, ma è con il giovane Luca Ferraris che passo dopo passo il Ruchè raggiunge livelli di eccellenza.

SARDEGNA
Murales – Olbia (Ss)
L'Azienda alleva e valorizza, come espressione territoriale, diversi vitigni autoctoni: per i vini rossi sono due convincenti interpretazioni del Cannonau degustate, mentre per i bianchi oltre al Vermentino fermo con due denominazioni (Vermentino di Sardegna e Vermentino di Gallura), è la versione spumante extra brut realizzata con il metodo classico e lunga permanenza sui lieviti a stupire. A margine si sottolinea anche l'interessante, sorprendente e unica espressione in tutta la Sardegna del Viognier.

SICILI
Firriato – Paceco (Tp)

TOSCANA
Poggiolella – Orbetello (Gr)
Azienda che ha sorpreso con il suo Pugnitello, vitigno riscoperto da pochi anni e allevato da pochi; sebbene non dia grande quantità, è senz'altro un vino atto a realizzare prodotti di qualità e di spessore, grazie anche a un tannino longevo. Tecnica di vinificazione accurata anche per il Vermentino con pochi solfiti.

UMBRIA
Colle Ciocco – Montefalco (Pg)
Azienda che oltre ad un Sagrantino sontuoso e fine , innalza anche il Trebbiano spoletino in purezza e il Grechetto unito al Viognier.

PRODUTTORI PRESENTI NELL’ENOTECA

Molti sono stati anche i produttori presenti nell’enoteca, aumentando così l’offerta enologica messa a disposizione e consentendo agli appassionati di conoscere la ricchezza e varietà che i vitigni autoctoni esprimono

Cascina Castlèt – Costigliole d’Asti (At);
Cieck – San Giorgio Canavese (To);
Cipressi – San Felice del Molise (Cb);

Diego Morra – Verduno (Cn);
Fattoria Paradiso – Bertinoro (Fc);
Paltrinieri – Sorbara di Bomporto (Mo);
Poggio della Stella – Tolfa (Rm);

Quartomoro di Sardegna – Arborea (Or);
Rivera – Andria (Ba);
Scubla – Premariacco (Ud);
Torre Varano – Torrecuso (Bn);
Triacca – Villa di Tirano (So);
Viticoltori del Casavecchia – Pontelatone (Ce).

I VITIGNI AUTOCTONI AL CENTRO

Una domanda nasce spontanea: “Quali sono stati i vitigni autoctoni protagonisti della serata? La risposta è riportata nella seguente “nuvola”:

Barbarossa, Barbera, Bellone, Bombino Bianco, Bombino Nero, Bovale,
Cannonau, Casavecchia, Cesanese di Affile, Cococciola, Erbaluce,
Falanghina, Frappato, Friulano, Grechetto, Lambrusco di Sorbara, Lambrusco mantovano,
Malvasia Istriana, Malvasia Puntinata del Lazio, Montepulciano, Nero di Troia,
Pagadebit, Pallagrello Bianco, Passerina del Frusinate, Pecorino, Pelaverga, Pigato,
Pignola valtellinese, Pugnitello, Ribolla Gialla, Ripoli–Fenile–Ginestra, Ruchè,
Sagrantino, Sangiovese, Tintilia, Trebbiano Spoletino, Uvalino,
Verdea, Verdicchio, Vermentino, Violone, Zibibbo.

CONCLUSIONI

Ancora una volta l’Associazione GO WINE è riuscita a mettere al centro dell’attenzione non solo i vitigni autoctoni, alcuni rari e poco conosciuti, ma anche i vignaioli che li allevano con passione e tenacia e i vini che da essi prendono vita. 

L’iniziativa “Buono non lo conoscevo” è molto sentita da parte dei visitatori: hanno infatti risposto sia gli operatori del settore che soprattutto nella prima parte della serata si aggiravano tra i banchi d’assaggio, sia gli appassionati e soci dell’associazione che sono rimasti con i loro calici, mai vuoti, fino all’ultimo e anche oltre. 

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