Pinot Grigio Collio: a Roma una dichiarazione di identità

Il 4 maggio 2026 il Consorzio Tutela Vini Collio ha scelto la Gambero Rosso Academy di Roma per una masterclass su un solo vitigno: il Pinot Grigio. A condurla Giuseppe Carrus, curatore della Guida Vini d'Italia, e già questo diceva qualcosa sul livello di ambizione della serata.
Diciannove vini, nove annate, dalla 2025 alla 2015, tre batterie costruite per raccontare una progressione: "dalla giovinezza alla maturità, per coglierne sfumature, evoluzione e identità".
Sulla carta, un percorso chiaro, persino prevedibile, per chi conosce il territorio.
Poi però è iniziata la degustazione e tutto è cambiato.
Ogni vino assaggiato si differenziava nettamente dai precedenti: non mi riferisco solo all'aspetto sensoriale, colore, profumo e gusto, ma a tutte quelle scelte invisibili che lo avevano prodotto.
Il tipo di ponca di quella collina, l'altitudine del vigneto, la densità d'impianto, la resa d'uva, la scelta dell'acciaio, del legno o dell'anfora, i lieviti, la macerazione e la sua durata, la filosofia adottata per produrlo, sono solo alcuni degli elementi i cui effetti si ritrovavano contemporaneamente nei bicchieri, tutto in modo leggibile e tutto diverso. Variabili su variabili tutte dentro un solo vitigno.
Più bicchieri arrivavano, più i confini sensoriali e tecnici si ampliavano; così piano piano una domanda iniziò a farsi largo, prima timidamente e poi sempre più in modo convinto: dov'è l'identità in questa varietà?
Il massimo disorientamento l'ho avuto quando di fronte a me avevo tutti i diciannove bicchieri della degustazione: una moltitudine variopinta, prima in testa e poi negli occhi. All'improvviso, smettendo di cercare un filo unico, ma guardando il "quadro intero", mi è venuto in mente Picasso e il Cubismo che non frantumava l'identità di un soggetto, ma la rivelava con prospettive multiple e simultanee.
Lo stesso comportamento lo riscontravo nel Pinot Grigio Collio: un "vino polifonico" in grado di dar voce, variando anche di poco alcuni "parametri", a molteplici varianti tutte autentiche.
Non disorientamento, ma ampliamento inaspettato.
1. Il palcoscenico: un fondo marino tra le Alpi e l'Adriatico
Se vuoi capire il Pinot Grigio Collio, devi partire dal suolo, da quello strato di marne e arenarie stratificate che in dialetto locale si chiama ponca: un antico fondale marino sollevato milioni di anni fa dall'energia tettonica che ha costruito le Alpi. È friabile: se la si prende tra le dita, si sgretola e "libera" piccoli fossili.
La ponca fornisce quella mineralità "marina" che rappresenta la prima firma che il Collio imprime sui suoi vini, prima ancora che il produttore faccia qualsiasi scelta.
Il Collio è una denominazione DOC dal 1968, tra le prime in Italia, di circa 1.300 ettari vitati nella provincia di Gorizia, al confine con la Slovenia, racchiusi tra le Alpi Giulie a nord e l'Adriatico a sud. Le prime proteggono dai freddi settentrionali, il secondo porta umidità e talvolta mitezza favorendo escursioni termiche notturne fino a 15 gradi che rallentano la maturazione e preservano l'acidità naturale dell'uva.
Il Collio però non è un territorio omogeneo: è un arcipelago di micro-terroir. La ponca di San Floriano a 250 metri con esposizione nord-est produce qualcosa di radicalmente diverso dalla ponca di Cormons a 70 metri con piena esposizione meridionale. Stessa denominazione, suoli simili, risultati che il palato distingue.
Il Pinot Grigio, documentato in Collio già dal 1847, su questo palcoscenico ha trovato un luogo che lo ha accolto, fatto crescere e trasformato, dandogli una voce propria e unica: il Pinot Grigio Collio.
2. Pinot Grigio Collio: Davide contro Golia
Fuori da queste colline, però, il Pinot Grigio significa quasi sempre altro: bianco leggero da aperitivo senza pretese che il mercato ha svuotato di contenuto fino a renderlo una categoria generica, come dire "vino bianco" senza dire niente. Non è una percezione marginale: è il pregiudizio dominante su scala globale, quello con cui chiunque produca Pinot Grigio fuori dall'anonimato deve fare i conti ogni giorno.
Nel Collio il Pinot Grigio è il vitigno più coltivato di tutti, il 24% della superficie vitata, davanti al Sauvignon con il 17% e al Friulano con il 14%.
Non è un caso che in ottobre, a Cormons, vada in scena la seconda edizione di Collio Evolution con il Pinot Grigio come protagonista assoluto:
- una degustazione tecnica interamente dedicata al Pinot Grigio riservata alla stampa italiana e internazionale
- un walk around tasting con i produttori che presenteranno il proprio Pinot Grigio insieme alle altre etichette rappresentative del territorio.
Lo scorso anno, alla prima edizione, era stato il turno del Friulano: il vitigno più identitario del Friuli, anche se non è il più diffuso. Il Consorzio Collio con il Friulano aveva ricordato la propria identità attraverso la voce più esclusiva che aveva.
Si parte da ciò che sei, per affrontare poi ciò che il mondo fraintende di te.
Quest'anno il tema è diverso e più ambizioso: cambiare la percezione radicata sul Pinot Grigio, smontandone il pregiudizio di mercato, e rivendicare che il Pinot Grigio Collio ha un'identità da scoprire.
Il Consorzio ha iniziato a farlo già il 4 maggio a Roma ed è proprio l'aneddoto raccontato da Giuseppe Carrus all'inizio della serata a rivelarci tale intento. Egli non ha nascosto di aver avuto un momento di titubanza quando gli era stata proposta una masterclass sul Pinot Grigio e di essere leggermente a disagio nel leggere come prime parole del titolo "Pinot Grigio Collio". Prima viene la denominazione e poi il vitigno, prima Collio e poi Pinot Grigio. Il Consorzio, invece, aveva scelto deliberatamente di invertire l'ordine, di entrare nel campo della battaglia comunicativa chiarendo già nel titolo i termini del contendere.
Pinot Grigio Collio, la varietà in grado di farsi territorio.
3. Pinot Grigio Collio: un vitigno, quattro fattori principali
Come riportavo all'inizio, quei diciannove bicchieri di Pinot Grigio Collio messi insieme mi avevano lasciato spiazzato: tutti diversi tra loro. Di fronte a tanta varietà avevo bisogno di raggrupparli e di renderli più leggibili: così ho selezionato quattro fattori principali che insieme possono contribuire a determinare il carattere di ogni vino.
Il colore
Già guardandoli si avverte una sensazione di disorientamento: i colori non si assomigliano, alcuni tendono al paglierino, talvolta anche quasi incolore, altri virano verso il dorato carico, altri ancora verso il ramato più o meno intenso che il mercato americano scambia per ossidazione e i tedeschi accolgono con entusiasmo o addirittura si posizionano come Orange wine. Il colore allora, che sia paglierino o ramato, è espressione di precise scelte agronomiche e di vinificazione che vogliono esaltare al meglio le due anime cromatiche del Pinot Grigio Collio.
Il tempo
Anche il tempo contribuisce all'ampliamento espressivo firmando in modo imprevedibile ogni vino. In alcuni casi li avvicina attraversando le barriere temporali, in altri li separa con un percorso evolutivo.
In degustazione sono nove le annate proposte, dalla più giovane la 2025, appena imbottigliata, alla 2015 che vive in bottiglia da quasi dieci anni.
Il clima di partenza in Collio, annata per annata, è stato questo:
- 2025: Primavera piovosa; Estate secca e calda;
- 2024: Primavera piovosa; Estate umida; Buona concentrazione; Alcol medio-alto;
- 2023: Generosa ma impegnativa; Estate calda; Piogge bisettimanali; Sbalzo termico e piogge fine agosto; Vendemmia precoce;
- 2022: Clima molto secco; Pochissime precipitazioni; Vino caldo, glicerico e maturo;
- 2021: Annata del decennio; Condizioni climatiche favorevoli;
- 2019: Clima friulano normale; Senza estremi; Paragonabile alla 2021;
- 2018: Grande quantità; Grande qualità; Resa e qualità insieme;
- 2016: Annata calda e alcolica; Struttura e glicerina; Ricorda la 2022;
- 2015: Piovosa e fredda; Freschezza e slancio; Opposta alla 2016;
Il Territorio
La conformazione del territorio frammenta il Collio in una moltitudine di micro-areali, dando vita a un mosaico morfologico dove ogni singola zona gode di caratteristiche uniche. Questa complessità emerge nitidamente dalle diciannove cantine in degustazione (Humar, Russiz Superiore, Scolaris, Livon, Fruscalzo, Pighin, Zorzon, Ronco Blanchis, Borgo Savaian, Skok, Venica & Venica, Ferruccio Sgubin, Colmello di Grotta, Paraschos, Terčič Matijaž, Primosic, Renato Keber, Tenuta Borgo Conventi, Muzic).
I diciannove produttori si distribuiscono su alcuni degli otto comuni del Collio, partendo da San Floriano del Collio fino a Dolegna, sfiorando i territori di Cormons, Capriva, Mossa, Oslavia (Gorizia) e Farra d'Isonzo. Le sorprese però le abbiamo all'interno di ogni comune, anzi anche su ogni singola vigna per via di micro-climi unici in cui è suddiviso il Collio.
Lo Stile
E poi c'è lo stile di ciascun vignaiolo, che il colore lascia solo intuire: per esempio il contenitore scelto per vinificare e affinare, il modo di lavorare le bucce e la durata del contatto con i lieviti. Ogni cantina decide a modo suo ed è da lì che nascono buona parte delle differenze che si trovano nel bicchiere.
4. Pinot Grigio Collio: le prospettive
Il colore, il tempo, il micro-areale, lo stile produttivo, ma anche le scelte agronomiche, la tecnologia e le tecniche tradizionali frammentano l'unicità del Pinot Grigio Collio in tante espressioni non sovrapponibili.
Ecco allora, vino per vino, dove portano.
Annata 2025

Humar — Pinot Grigio Collio 2025
Prospettiva: La generosità di un vino giovane e tradizionale
L'impronta del produttore è tutta nel metodo tradizionale di vinificazione eseguito alla lettera: poche ore di macerazione e fermentazione e affinamento di alcuni mesi in acciaio. In bocca arriva subito ampio e ricco con una generosità che sorprende per l'età, polpa gialla carnosa, quasi materico. Cremoso, quasi avvolgente grazie anche all'alcol glicerico importante. Sapidità di sostegno. Non ancora armonico.
Radici: acciaio; polpa gialla; ampio; pieno; sapido; glicerico;

Russiz Superiore — Pinot Grigio Collio 2025
Prospettiva: L'eleganza che il tempo perfezionerà
Il legno c'è, un quinto scarso, ma non si fa notare: la vinificazione resta classica, otto mesi sui lieviti. Polpa bianca, lineare, sapidità che lascia spazio all'acidità; dinamicità verticale.
Radici: acciaio e legno; polpa bianca; sapidità; acidità; lineare;

Scolaris — Pinot Grigio Collio 2025
Prospettiva: Leggiadria esotica
Si affaccia il cemento nella fase di affinamento dopo una fermentazione breve. Frutto intenso, fresco speziato, accenni esotici. Sapidità dinamica. Struttura vibrante, piacevole.
Radici: cemento; sapidità; freschezza; frutto esotico; vibrante;
Annata 2024

Livon — Braide Grande — Pinot Grigio Collio 2024
Prospettiva: Legno che arricchisce
Il legno avvolge il vino per circa un terzo della sua massa lasciando spezie dolci e leggermente pungenti: si avverte la vaniglia e la cannella, talvolta anche la noce moscata con una sottile balsamicità. La bevibilità sconta la morbidezza al naso con sentori di frutto maturo, ma è resa più interessante dalla freschezza vibrante e da una sapidità sussurrata.
Radici: legno; sapidità; freschezza; speziatura dolce; balsamicità;

Fruscalzo — Pinot Grigio Collio 2024
Prospettiva: La morbidezza ricercata
Il contatto prolungato con lieviti e i frequenti batonnage creano complessità, morbidezza, quasi suadenza. Equilibri dinamici: il frutto è sottile, il floreale è più vibrante; la sapidità è garbata ed esalta, come anche la freschezza. Sorso teso appagante e lungo.
Radici: acciaio; batonnage; complesso; ricchezza; morbidezza; sapidità; glicerico;

Pighin — Pinot Grigio Collio 2024
Prospettiva: L'audacia del legno
Per realizzare questo vino l'acciaio non basta, occorre avvolgerne una parte in barrique e tonneaux. Si apprezzano così vari sentori fruttati di agrumi e anche esotici come banana, ananas; spezie che aprono a una leggera balsamicità. Piace la sottile sapidità che esalta la trama abbastanza materica. Rimane un vino agile nella beva.
Radici: acciaio; legno; balsamico; sapido; materico;

Zorzon — Pinot Grigio Collio 2024
Prospettiva: La tensione vibrante delle durezze
Un vino il cui racconto varia nel tempo: inizio fruttato e materico; poi floreale e sottile. Al sorso dopo un attacco morbido, predomina un gusto più austero, verticale, complice la buona acidità e la scattante sapidità, unita a una mineralità graffiante. La trama è tesa, quasi ruvida, con un sorso appagante, lungo e persistente.
Radici: acciaio; verticale; acidità; sapidità; mineralità; profondo;

Ronco Blanchis — Pinot Grigio Collio 2024
Prospettiva: La versatilità gastronomica
Tutto si gioca su un doppio binario gustativo: una partenza di frutto giallo e morbidezza, un finale di sapidità e mineralità. L'attacco è avvolgente, rotondo e materico, aderenza che diventa rugosità, con il gusto non levigato che scivola su una scia fresca e graffiante. Ne risulta un sorso dinamico, vibrante che invita il riassaggio. Un vino di servizio.
Radici: acciaio; sapidità; mineralità; materico; graffiante; rugoso;

Borgo Savaian — Pinot Grigio Collio 2024
Prospettiva: Dinamismo giovanile
L'apporto glicerico è importante e contribuisce ad avvolgere il palato di una iniziale morbidezza. Ben presto l'esuberanza giovanile di freschezza e sapidità emerge e ne ruba la scena. Anche il frutto cambia e diventa bianco, leggermente verde. Finisce verticale, con note balsamiche.
Radici: acciaio; sapidità; frutto bianco; freschezza; balsamico;

Skok — Pinot Grigio Collio 2024
Prospettiva: Macerazione breve
La macerazione di diverse ore (dalle 24 alle 36) e l'impiego di batonnage soprattutto nel primo periodo del contatto con i lieviti di circa 7 mesi, producono ovviamente un colore ramato bello intenso. Anche il naso e la bocca ne sono interessati: le note aromatiche sono quelle di frutta di bosco e melograno, mentre gli sbuffi sono freschi articolandosi talvolta su espressioni iodate, salmastre, ed erbe da cucina. Non mancano sentori di mallo di noce e camomilla. Il sorso è naturalmente ricco, sapido, con grana leggera che svela un'interessante scia tannica.
Radici: macerazione: 24/36 ore; batonnage; ramato; sapidità; freschezza;
Annata 2023

Venica & Venica — Pinot Grigio Collio Jesera 2023
Prospettiva: Lo stile della misura
La macerazione seppur leggera, spinge un po' di più sulla tonalità ramata, mentre i profumi e il sorso esprimono un bel binomio fiore-frutto giallo. Sensazione tattile pronunciata, carnosa, su note inizialmente morbide. Acidità, mineralità e sapidità unite a richiami di tannino confezionano una piacevole componente dura che fornisce anche verticalità. Dinamicamente in equilibrio. Elegante.
Radici: macerazione: 4/8 ore; legno: 10%; frutto giallo; fiore giallo; acciaio; acidità; mineralità; misura;

Ferruccio Sgubin — Pinot Grigio Collio 2023
Prospettiva: Rigore paziente
Figlio dell'attesa e della precisione, prima in vigna e poi in cantina e infine in bottiglia. Colore intenso con riflessi ramati, ampio e ricco sia al naso sia in bocca: il frutto è avvolgente, ma subito la sapidità e l'acidità vibrante entrano con decisione, bucando questa densità e liberando un sorso profondo e teso. Note pungenti e quasi balsamiche lo vivacizzano ulteriormente. Il finale vira su sensazioni più calde e complesse non ancora del tutto espresse. Il suo potenziale è ancora in divenire.
Radici: acciaio; affinamento sui lieviti; ricco; sapidità; frutto giallo;
Annata 2022

Colmello di Grotta — Pinot Grigio Collio 2022
Prospettiva: Complessità elegante
Si apre ricco e sontuoso, con un frutto carnoso dalla polpa matura che avvolge il palato in una morbidezza suadente, arricchita da eleganti note evolutive di miele d'acacia. L'importante apporto glicerico definisce una rotondità iniziale che, sfumando gradualmente, lascia spazio a un'improvvisa sferzata di sapidità e acidità. Una mineralità pungente e graffiante allarga così la trama del sorso, rendendo il finale teso, verticale e quasi croccante. Questo dinamismo sensoriale nasce dall'intuizione di separare nell'affinamento le masse: l'acciaio ne preserva la vibrazione dura e territoriale, mentre l'anfora in ceramica ne plasma la complessa ed elegante morbidezza.
Radici: acciaio; anfora in ceramica; rotondità; morbidezza; glicerico; sapidità; eleganza; volume; lunghezza;
Annata 2021

Paraschos — Pinot Grigio Collio NOT SVN Riserva 2021
Prospettiva: L'attesa che influisce
Espressione di pensiero, di scelte perentorie, di rispetto, di affermazione e di tempo. Il colore ramato è intenso e profondo, memoria di un contatto prolungato con le bucce. Note dolci di albicocca matura e secca, di polpa rossa si aggiungono a quelle di spezie selvagge, di tabacco e di sbuffi iodati. In bocca è consistente, di struttura con trama tannica importante, ma levigata perché il legno con il tempo non aggiunge ma sottrae. L'alcol è alto e calorico. Le note evolute di miele e frutta candita si percepiscono già nell'attacco del sorso, ma si rivelano dilatate, lunghe e nobili capaci di conferire grande eleganza. Subito dopo la scena è conquistata dalla mineralità della pietra bagnata, impreziosita da sfumature ferrose ed ematiche. Freschezza, ma soprattutto sapidità, si svelano nel finale dando alla beva una vibrante persistenza.
Radici: macerazione profonda: 8 giorni; legno: grande di Slavonia; sosta sui lieviti: 15 mesi; mineralità ferrosa;

Terčič Matijaž — Pinot Grigio Collio Dar 2021
Prospettiva: L'attesa che perfeziona
Terčič ha le vigne nelle stesse colline di Paraschos, ma sul versante Sud. Il vino prodotto vira da un'altra parte. Il tempo è uno scultore attento: protegge ciò che è già pronto e rifinisce i dettagli levigando le spigolosità iniziali. Così il naso svela richiami di macchia mediterranea, essenze officinali e frutti ancora verdi. Il sorso si muove con vigore esprimendo anche un signorile e inaspettato guizzo citrino. Al palato l'alcol è glicerina, morbidezza, pienezza, l'opposto di Paraschos dove prevale la sensazione calorica. Il finale si congeda con una vibrante persistenza sapida e un leggero e piacevole sentore amaricante.
Radici: versante sud; macerazione pellicolare; sosta sui lieviti: 8 mesi; bottiglia: 18 mesi; glicerina; vibrante; morbido; sapidità;
Annate 2019 - 2015

Primosic — Pinot Grigio Collio 2019
Prospettiva: Macerazione ragionevole
Un orange wine dal colore ramato intenso, luminoso che al naso ricorda fiori, piccoli frutti rossi e sentori di bosco, note balsamiche e un leggero accenno di frutto caramellato. In bocca risulta sia polposo che croccante rivelando poi la complessità terziaria di frutti maturi e disidratati. La componente sapida e minerale dona slancio e verticalità al sorso. La trama è moderatamente fluida, con un leggero grip tannico che esalta la bevuta. Finale lungo, elegante, amaricante.
Radici: Macerazione: circa 1 settimana; follatura; legno; bottiglia: alcuni mesi;

Renato Keber — Pinot Grigio Collio 2018
Prospettiva: Evoluzione per contatto prolungato
Il tempo lavora lentamente e sottotraccia, regalando al vino un profilo complesso e stratificato. Il frutto è maturo o disidratato, comunque polposo. Terziari sulle note dell'acacia e dello zafferano mentre la mineralità viaggia su sentori di erbe officinali. Si palesano sbuffi di idrocarburi leggeri e di pietra focaia. Il sorso è vellutato, morbido e leggermente cremoso all'attacco. Prosegue sempre volumetrico fino a quando non si intreccia a una scia salina calda e profonda.
Radici: acciaio; contatto lieviti: 24 mesi; bottiglia: 1 anno;

Tenuta Borgo Conventi — Pinot Grigio Collio 2016
Prospettiva: Misurato acciaio per un'evoluzione paziente e composta
La tonalità è quasi dorata con bagliori caldi in linea con il frutto maturo che si percepisce al naso; si avvertono anche sbuffi e sfumature lievitate. Il sorso è consistente, pieno con frutto bianco e giallo che si alternano a note gliceriche importanti. La beva è comunque snella, vibrante grazie alla freschezza e alla mineralità. Il finale è piacevolmente arricchito da una scia sapida.
Radici: acciaio; fermentazione: 10 giorni; lieviti selezionati; sosta fecce nobili: fino alla primavera; controllo temperatura;

Muzic — Pinot Grigio Collio 2015
Prospettiva: Misurato acciaio per un'evoluzione paziente e ancora energica
Il giallo è paglierino scarico con riflessi intensi. Al naso si apre dinamico con fragranze di frutta verde e fiori bianchi, rinfrescate da accenni balsamici. Al palato l'ingresso è materico e ricco, ma sono l'acidità ancora vigorosa e la profonda e marina salinità a svettare. La chiusura, tesa e squillante, sfocia in un persistente e tipico finale ammandorlato. Lo slancio che non ti aspetti a dieci anni dalla vendemmia, in un vino nato per un consumo immediato. Straordinario.
Radici: acciaio; fermentazione: 8-10 giorni; lieviti selezionati; sosta fecce nobili: 4 mesi con batonnage; controllo temperatura; fresco; salino; longevo; di slancio;
5. Pinot Grigio Collio: l'identità tra scegliere e appartenere
Finalmente possiamo rispondere alla domanda proposta all'inizio: dov'è l'identità in questa varietà?
L'identità del Pinot Grigio Collio si sviluppa intorno a due aspetti saldamente uniti.
Il primo ormai ci è chiaro: sono gli elementi scelti dal vignaiolo quelli che posizionano ogni vino uno rispetto agli altri e li differenziano reciprocamente. Rappresenta l'identità di relazione, quella che un bicchiere non riesce a mostrare.
Il secondo invece occorre ancora rivelarlo ed è qualcosa di non voluto, di non scelto, che il vino si porta con sé prima che l'uomo intervenga. Nasce dal terreno e dalle sue caratteristiche, la ponca, unito al clima; cambia da un punto all'altro delle colline, ma è specifico solo delle colline del Collio. È l'identità di territorio e per identificarla basta rileggere le nostre degustazioni, confrontarle e individuare le firme in comune.
La più riconoscibile la troviamo nella parte finale del sorso: in tutti i vini degustati la bocca si chiude su una sapidità che resta anche dopo ed è spesso accompagnata da una mineralità marina.
La vitalità è la seconda ed è quell'esuberanza che li attraversa tutti: facile nei vini giovani, meno scontata nei vini con più anni di bottiglia.
Un'altra firma invece la si percepisce dal confronto tra le annate ed è la longevità. Il tempo lavora per sottrazione e quando le note del vitigno e i segni della cantina si sono ritirati, quello che resta è proprio ciò che nessuno ha scelto.
Questi due aspetti raffigurano l'identità del Pinot Grigio Collio come uno spettro di espressioni: poggia su ciò che nessuno sceglie (l'identità di territorio) e lungo di esso ogni vino trova la propria posizione grazie a ciò che il vignaiolo decide (l'identità di relazione).
Così le diciannove prospettive raccolte una a una diventano diciannove punti su questo spettro: ogni punto afferma come quel vino è fatto, ma tutti insieme dicono anche quanto ognuno sia lontano dagli altri.
Ulteriori annate, altre cantine del Collio, nuovi assaggi aggiungeranno allo spettro ulteriori punti arricchendo l'identità di questo straordinario vitigno.
Allora il bello del Pinot Grigio Collio sta proprio in questo: non riconoscerlo sempre uguale a se stesso, ma riuscire a collocarlo, a capire in che punto dello spettro si trovi e perché stia proprio lì.
6. Pinot Grigio Collio: strumenti per farsi riconoscere
L'identità l'abbiamo trovata, ma non si vede da fuori e questo è il problema che resta aperto: il Pinot Grigio del mercato globale non viene da nessun posto, è una categoria, è indistinto, si beve e basta.
Il Pinot Grigio Collio invece è l'opposto e per questo bisogna renderlo riconoscibile e va raccontato. Per farlo servono strumenti.
Il primo esiste già: è la bottiglia del Consorzio che non è obbligatoria, ma copre circa un terzo della produzione e comunica prima ancora che si leggano le etichette. Si distingue e fa distinguere il vino, lo colloca su un altro livello.
Ogni produttore potrebbe aggiungere anche un altro strumento: un QR code sull'etichetta, per esempio, che gli permetta di raccontare in prima persona la propria identità a chi il vino lo deve scegliere.
Mi viene in mente che si potrebbe anche realizzare il Manifesto del Pinot Grigio Collio per mettere in chiaro cosa distingue questo vino, come si legge e come si sceglie. Infine passare dall'intuizione alla realizzazione dello spettro delle espressioni: servono poche altre informazioni condivise tra i produttori e la mappa esisterebbe e chiunque potrebbe collocarci la propria bottiglia.
Intanto il 25 e 26 ottobre a Cormons il Pinot Grigio torna protagonista di Collio Evolution, con i produttori a presentare le proprie bottiglie e una degustazione tecnica dedicata. Un'occasione preziosa perché è solo mettendo i vini uno accanto all'altro che l'identità del Pinot Grigio Collio si vede per intero.












Produttori Incontrati e Vini Assaggiati

Gambero Rosso Academy
Tre piatti, firmati dallo chef Marco Brioschi pensati per accompagnare la degustazione. Una vignarola con uovo morbido e verdure arrostite per iniziare e poi a seguire i plin piemontesi. Il gran finale con il pollo alla cacciatora, con fondo sapido, olive, capperi e aceto di mela. Un menù pensato per accompagnare la freschezza dei vini. Anche le alternative preparate per chi non mangia carne e glutine hanno ricreato lo stesso abbinamento restando fedeli allo spirito della serata.

Gambero Rosso Academy
Tre piatti, firmati dallo chef Marco Brioschi pensati per accompagnare la degustazione. Una vignarola con uovo morbido e verdure arrostite per iniziare e poi a seguire i plin piemontesi. Il gran finale con il pollo alla cacciatora, con fondo sapido, olive, capperi e aceto di mela. Un menù pensato per accompagnare la freschezza dei vini. Anche le alternative preparate per chi non mangia carne e glutine hanno ricreato lo stesso abbinamento restando fedeli allo spirito della serata.
