Reboro. Territorio e Passione, Valle dei Laghi 2023

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Il 27 e il 28 ottobre 2023 si è svolta nella Valle dei Laghi la manifestazione \"Reboro. Territorio e Passione\", un\'evento giunto già alla sesta edizione organizzato dall\'\'Associazione Vignaioli Vino Santo Trentino in collaborazione con Garda Dolomiti e la Strada del Vino e dei Sapori del Trentino.

I vignaioli dell\'Associazione Vignaioli Vino Santo Trentino DOC della Valle dei Laghi (Trento) hanno aperto le porte delle loro cantine alla stampa, ai media, agli operatori del settore e agli appassionati enogastronomici per far conoscere il Reboro, un vino rosso di grande qualità ottenuto da uve appassite del vitigno Rebo.

Diverse le iniziative previste in questi due giorni: incontri, cene e degustazioni. Protagonista è il Reboro, questo giovane e straordinario progetto enologico, figlio dell\'amicizia e della passione, che in poco più di 10 anni è diventato un\'eccellenza, non solo trentina.

La sua genesi si fonda nella cornice culturale e geografico della Valle Dei Laghi, territorio dalle caratteristiche uniche e straordinarie.

LA VALLE DEI LAGHI

La Valle dei Laghi si sviluppa tra Trento e Riva del Garda, in un territorio ricco di bellezze architettoniche e naturali come castelli, laghi, parchi. Dei sette laghi di montagna più grandi, quelli più conosciuti sono il Lago di Terlago, i laghi di Lamar, il Lago di Cavedine e il Lago di Toblino. 
Tra questi specchi d\'acqua, visto il clima mediterraneo, mite e ventilato (soffia infatti l\'Ora del Garda) si allevano alberi da frutta, olivi e naturalmente diversi vitigni, tra cui la Nosiola e il Rebo.
Sono vitigni molto diversi tra di loro, ma grazie all\'intuizione di alcuni vignaioli è stato possibile creare un ponte che partendo dalle tradizioni culturali di un territorio strettamente connesse con la Nosiola, tramandate e consolidate nel tempo dai suoi abitanti, ha saputo rinnovarle coinvolgendo il Rebo e utilizzarle per progettare un nuovo vino che oltre al presente, guardi anche al futuro.

LA NOSIOLA VITIGNO AUTOCTONO DI TRADIZIONE SECOLARE

La Nosiola è il primo vitigno autoctono a bacca bianca del Trentino con cui si producono diverse vini, ma sicuramente l\'espressione più affascinante ed evocativa è quella legata al Vino Santo Trentino DOC, Presidio Slow Food.

Il vitigno non è facile da allevare, matura tardi, è poco produttivo e si rovina facilmente; per questo a metà del secolo scorso molte vigne di Nosiola furono sostituite con altre più rimunerative. Diversamente i vignaioli della Valle dei Laghi continuarono a crederci sia per mantenere viva le tradizioni popolari sia perché le condizioni di allevamento e poi di vinificazione erano molto favorevoli.

Il Vino Santo, è un vino dolce ottenuto per appassimento delle uve sui graticci in appositi locali areati detti appassitoi o fruttai. Grazie anche alla Botrytis cinerea, la muffa nobile, che si sviluppa sugli acini, si ha una concentrazione zuccherina per disidratazione dell\'acino e un arricchimento del profilo aromatico. L\'appassimento dura fino alla settimana santa di Pasqua, mentre la fermentazione dura 5 o 6 mesi, ma ai primi freddi si arresta, per poi riprendere nelle primavere successive. Per disciplinare è un vino che può essere messo in commercio dopo 48 mesi dal 1 maggio successivo la vendemmia, ma i vignaioli sono soliti farlo affinare ancora per molto tempo, attendendo dai 7 fino ai 10 anni.

LE CANTINE DELL\'ASSOCIAZIONE VIGNAIOLI VINO SANTO TRENTINO DOC

Negli anni 70 la produzione di Vino Santo riprese nuova vigoria e i vignaioli della Valle dei Laghi, dopo vari percorsi, decisero nel 2002 di dare vita all\'Associazione dei Vignaioli del Vino Santo Trentino
Le cantine fondatrici sono seiAzienda Agricola MaxentiaAzienda Agricola Gino PedrottiAzienda Agricola Pisoni, Azienda Agricola Francesco PoliAzienda Agricola Giovanni PoliAzienda Agricola Pravis.

La produzione annua complessiva, legata anche all\'annata, è mediamente di circa 25000 bottiglie. Numeri limitati, ma che racchiudono molto lavoro e tenacia, tanti saperi e storie di donne e di uomini che l\'associazione preserva, rafforza e promuove. 
Per valorizzare questo bagaglio di conoscenze, esperienze e impegno, alcuni vignaioli dell\'associazione, qualche hanno prima del 2010,
ebbero l\'idea di realizzare un grande vino rosso da appassimento. Furono eseguite molte prove, con vari vitigni presenti nella valle, ma gli esiti non erano quelli sperati. Fin quando decisero di provare con il Rebo.

IL REBO, VITIGNO NATO NEL SECOLO SCORSO, MA DI RECENTE RISCOPERTA

Il Rebo è un vitigno a bacca rossa nato intorno al 1950 ad opera di Remo Rigotti, genetista ed agronomo italiano, dall\'incrocio del Teroldego con il Merlot. Nacque un vitigno molto resistente, che si adattava benissimo al clima della Valle dei Laghi. Purtroppo per molti anni è stato un po\' dimenticato ed è solo agli inizi del 2000 che inizia di nuovo a interessare vignaioli e appassionati.
Il vino rosso che si produce con le uve Rebo che gli conferiscono anche il nome, ha l\'aromaticità del Teroldego e la struttura del Merlot. Ha una bella beva di frutto e spezie; generalmente lo si apprezza giovane, con un tannino setoso se sottoposto a un passaggio in legno. In questo caso anche il colore acquista sfumature più scure rispetto al tipico rosso rubino.

IL REBORO, UN NUOVO VINO ROSSO SECCO DA UVE APPASSITE

Ben presto però i vignaioli si accorsero che il Rebo, visto la concentrazione di antociani e tannini, era un vino adatto anche a essere appassito e ad affinare nel tempo.
Alcuni produttori di Rebo (Maxentia, Giovanni Poli, Fratelli Pisoni e Francesco Poli), nel 2011, appartenenti all\'Associazione dei Vignaioli del Vino Santo, iniziarono ad applicarvi le loro conoscenze acquisite con il Vino Santo e realizzarono le prime bottiglie.
Inoltre si diedero anche un disciplinare interno per condividerne la produzione: raccolta dei grappoli migliori, appassimento fino a novembre di tutte le uve, maturazione in botti di rovere per almeno tre anni, e un ulteriore anno di affinamento in bottiglia. Anche in questo caso, come per il Vino Santo, i vignaioli sono soliti aspettare qualche anno in più. Il risultato è un grande vino moderno, secco, legno non invasivo, con una gradazione importante (intorno ai 15,5), con un sorso ricco e avvolgente. Predominano la morbidezza e l\'eleganza.

LE TAPPE DEL PRESS TOUR

Il Press Tour ha permesso di approfondire alcune aspetti sia produttivi sia territoriali e culturali, facendo emergere le grandi potenzialità offerte prima dal vitigno Rebo o e poi dai vini Rebo e Reboro
Come consuetudine la manifestazione \"Reboro. Territorio e Passione\", prevede un \"gemellaggio\" con un vino da uve sempre appassite di un altro territorio. Per la sesta edizione è stato individuato nel Sagrantino di Montefalco e Montefalco Passito i vini da affiancare ai vini trentini nella master class di approfondimento. 

CONVEGNO E MASTER CLASS DI REBO, REBORO E SAGRANTINO PRESSO L\'AZIENDA AGRICOLA FRANCESCO POLI A SANTA MASSENZA

La degustazione guidata era a cura di Sissi Baratella, anticipata da un breve momento di introduzione dedicata ai territori della Valle dei Laghi e di Montefalco. Nel corso della degustazione abbiamo assaggiato 10 vini provenienti dai due territori: 2 Rebo, 2 Reboro, 2 Montefalco Sagrantino, 2 Montefalco Sagrantino Passito e 2 Vino Santo Trentino DOC .

Di seguito i vini in degustazione:

  • Azienda Agricola Pravis, Rebo Rigotti 2021, Lasino - Trento
  • Azienda Agricola Giovanni Poli, Rebo 2021, Santa Massenza - Trento
  • Azienda Agricola Pisoni, Reboro 2018, Pergolese - Trento
  • Azienda Agricola Francesco Poli, Reboro 2017, Santa Massenza - Trento
  • Fattoria Colsanto, Montefalco Sagrantino DOCG 2016, Bevagna - Perugia 
  • Colpetrone Memoira,  Montefalco Sagrantino DOCG 2015, Gualdo Cattaneo - Perugia
  • Azienda agricola Moretti Omero, Montefalco Sagrantino Passito DOCG 2017, Giano dell\'Umbria, Perugia
  • Cantina Scacciadiavoli, Montefalco Sagrantino Passito DOCG 2015, Montefalco, Perugia
  • Azienda Agricola Maxentia, Vino Santo Trentino DOC Nosiola 2012, Santa Massenza, Trento
  • Azienda Agricola Gino Pedrotti, Vino Santo Trentino DOC Nosiola 2006, Pietramurata, Trento
Nei vini rossi secchi il profilo tannico è stato un crescendo, da croccante per i Rebo, a setoso e levigato per i Reboro, fino a giungere a sensazione più aggressive per i Sagrantini; i quattro vini da uve Rebo esprimono netto il frutto, più polposo per i primi, più acidulo e agrumato per i Reboro, passando da una susina, ai ribes, fino a una arancia sanguinella. Nel complesso eleganza, equilibrio e armonia. Registro differente invece per il Sagrantino con impostazione molto più muscolosa, d\'impatto, dove le durezze conducono le sensazioni percepite, più sul primo che sul secondo. Due filosofie produttive diverse.

VISITA ALL\'APPASSITOIO DELL\'AZIENDA AGRICOLA FRANCESCO POLI A SANTA MASSENZA

Dopo la Master Class, ho potuto vistare il locale posto subito sotto al tetto adibito ad appassitoio. Qui le uve, raccolte a mano con grande attenzione durante la vendemmia e poste in apposite rastrelliere dette aréle, sono conservate con temperatura controllate fino alla settimana santa. Una delle attenzioni necessarie per produrre un ottimo Vino Santo è quello di non \"toccare più l\'uva\", in modo da lasciarla appassire in modo integro. Inoltre occhio e naso del vignaiolo controllo quotidianamente che il processo proceda correttamente.

ALLA SCOPERTA DEL GARDA CENANDO PRESSO L\'HOTEL LIDO PALACE A RIVA DEL GARDA.

Dopo aver percorso tutta la Valle dei Laghi, costeggiale l\'area delle Marocche, siamo arrivati a Riva del Garda con il suo porticciolo dalle acque calme e tranquille. L\'entrata del Hotel Lido Palace è interna, bisogna addentrarsi nel grande giardino. La cena gourmet, preparata dall\'executive Chef Stefano Rossi, mirava a creare continui rimandi gustativi tra cibo e vino, con valorizzazione sensoriale dell\'uno attraverso l\'altro.
L\'aperitivo di benvenuto era accompagnato da due bolle:
  • la Nosiola Belle 2022 di Francesco Poli
  • l\'Acquastilla Brut  Rosé 2019 di Giovanni Poli.
L\'antipasto di Trota Salmonata, barbabietola e Rafano era abbinata ad un vino:
  • Ora 2021 di Pravis
Il primo invece prevedeva i Ravioli del Plin in fondo di Maialino e Tartufo Nero, accompagnati da un vino:
  • Rebo 2019 di Gino Pedrotti.
Il secondo era una Guancia di Vitello, castagne affumicate, crema di sedano rapa e spugnole; in questo caso in abbinamento sono stati proposti due vini:
  • il Reboro 2016 di Giovanni Poli
  • il Reboro 2018 di Maxentia
Per chiudere il dolce, ossia la Nocciola abbinata a due vini:
  • il Vino Santo Trentino DOC 2012 di Maxentia
  • il Vino Santo Trentino D0C 2007 dei Fratelli Pisoni.
La cura e la ricercatezza mostrata dall\'executive chef Stefano Rossi nel proporre il menu valorizzando prodotti semplici e locali, l\'ho ritrovata anche nelle varianti preparate per me che sono celiaco e non mangio carne. Colori, profumi e consistenze sapientemente tenute in considerazioni per accontentare tutti i sensi.
A questo straordinaria esperienza si deve aggiungere ancora una chicca: l’apertura di una forma di Trentingrana di malga del Caseificio di Primiero, prodotta solo con latte fresco ottenuto nel periodo dell’alpeggio.
Naturalmente la scelta dell\'abbinamento è ricaduta su rare bottiglie di Reboro, annate 2013 e 2012.
vini selezionati per i diversi abbinamenti hanno mostrato e dimostrato l\'ampia versatilità che i vitigni Nosiola e Rebo sono in grado di garantire in cucina. In questo senso gioca un ruolo importantissimo anche l\'annata: la longevità che alcune tipologie esprimono consente di abbracciare livelli gustativi sempre più raffinati, complessi e ricchi, una goduria per il palato.

VISITA A CASA CAVEAU

Nella parte inferiore del fruttaio di Rebo Rigotti in Piazzetta del Mercato a Padergnone (Vallelaghi, TN), ancora in funzione fino al 1980, è stato realizzato il museo Casa Caveau,  un \"centro culturale\" permanente che contemporaneamente raccoglie, preserva e promuove la conoscenza del Vino Santo e del suo mondo. I visitatori possono vivere un\'esperienza multisensoriale immersiva avendo a disposizione video, rappresentazioni topografiche multimediali, oggetti rurali antichi e naturalmente vini da degustare (si consiglia di prenotare). Un luogo sicuramente da visitare, magari prima di andar in giro per il territorio e per le cantine.

VISITA ALL\'AZIENDA AGRICOLA FRATELLI PISONI

L\'Azienda Agricola Fratelli Pisoni, giunta alla quarta generazione, è sicuramente un punto di riferimento non solo nella Valle dei Laghi, ma in tutto il Trentino. La conducono i cugini Marco e Stefano, nipoti dei fratelli Oreste e Giulio che ereditarono i terreni di Pergolese al rientro dalla guerra sui Carpazi. La passione per l\'allevamento dell\'uva la ereditano dai padri Arrigo e Luigi, e anche prima di iniziare a gestirla direttamente nel 1994, decidono di portare dei cambiamenti importanti e innovativi: passare all\'agricoltura biologica e biodinamica (inizi anni 90). Il vino che più entusiasma Marco nel raccontarlo è naturalmente il Vino Santo Trentino. Da qualche anno e precisamente dal 2011 si è aggiunto anche il Reboro figlio di una sua intuizione e del lavoro congiunto con gli altri tre vignaioli. Nelle sua cantina trovano spazio i vini di questo percorso e molto altro.
Per il pranzo ci ha gentilmente donato due fuori classe:

  • Azienda Agricola Pisoni Pinot Nero 2006 Vigneti delle Dolomiti IGT Pergolese Lasino, Sarche TN
  • Azienda Agricola Pisoni Rebo 2004 Vigneti delle Dolomiti IGT Pergolese Lasino, Sarche TN
Vini di annate dimenticate, di vitigni (ebbene si in questa straordinaria terra anche il Pinot Nero raggiunge punte d\'eccellenza) che maturano lentamente,  ma ancora scattanti e pronti.

DEGUSTAZIONE DELLA NOSIOLA PRESSO L\'AZIENDA AGRICOLA GINO PEDROTTI.

Al termine di questo sorprendente viaggio alla scoperta del Reboro, non si poteva dimenticare la Nosiola, vitigno profondamente legato alla storia e alle persone della Valle dei Laghi.

Purtroppo il tempo era davvero limitato, ma l\'idea è stata quella di degustarlo in abbinamento con alcuni prodotti del territorio, in particolare la trota e altri pesci. Ecco allora che presso l\'Azienda Agricola Gino Pedrotti, dopo una breve visita al suo fruttaio o appassitoio, si sono degustate diverse bottiglie di Nosiola:

  • Azienda Agricola Pravis, Le Frate Nosiola 2022 Vigneti delle Dolomiti IGT Lasino, Madruzzo TN
  • Azienda Agricola Giovanni Poli, Nosio I Nosiola 2022 Vigneti delle Dolomiti IGT Vallelaghi TN
  • Azienda Agricola Maxentia, Nosiola 2022 Vigneti delle Dolomiti IGT Santa Massenza Vallelaghi TN
  • Azienda Agricola Francesco Poli Sottovi 2022 Nosiola Vigneti delle Dolomiti IGT Santa Massenza Vallelaghi TN
  • Azienda Agricola Gino Pedrotti Nosiola 2021 Vigneti delle Dolomiti IGT Cavedine TN
Dopo aver provato anche le due bottiglie offerte da Marco Pisoni, sono arrivati (dulcis in fondo, è proprio il caso di dirlo) inaspettatamente anche cinque bottiglie di Vino Santo:
  • Azienda Agricola Maxentia Vino Santo Trentino DOC 2012
  • Azienda Agricola Pravis Arèle Vino Santo Trentino DOC 2008
  • Azienda Agricola Graziano Poli Vino Santo Trentino DOC 2008
  • Azienda Agricola Gino Pedrotti Vino Santo Trentino DOC 2006
  • Azienda Agricola Francesco Poli Nobles Vino Santo Trentino DOC 2006
Annate diverse che testimoniano come il tempo per il Vino Santo scorra lentamente sia per essere pronto sia per evolversi. Lunghissima è anche longevità, può essere tranquillamente lasciato in cantina. Un vino che si fa attendere, ma che poi ripaga nel tempo.

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