Il Collio: Sessant’anni di storia e di eccellenza
Il 2024 segna un traguardo importante per il Collio, terra di confine tra l’Italia e la Slovenia e custode di una lunga e prestigiosa tradizione vitivinicola: ricorre infatti il 60° anniversario della fondazione del suo Consorzio di Tutela Vini. Era il 31 maggio 1964 quando, grazie all’iniziativa del Conte Sigismondo Douglas Attems e di altri lungimiranti produttori, nasceva l’istituzione che poi avrebbe contribuito a perseguire l’eccellenza di questo territorio.
In sessant’anni, l’Italia è cambiata, ma il Collio ha saputo mantenere da una parte un atteggiamento prudente e una certa cautela nel seguire mode e tendenze, dall’altra uno stretto e profondo legame con le sue radici, preservando tradizioni agricole e saperi tramandati di generazione in generazione. Questa coerenza tra passato e presente ha forgiato un’identità collettiva unica fondata sulla volontà e sulla vocazione a produrre vini di alta qualità, capaci di esprimere al meglio le caratteristiche del terroir.
Oggi il Collio si presenta con un Consorzio giovane e dinamico, grazie anche al ricambio generazionale tra i produttori storici, alle nuove cantine nate negli ultimi anni e a innovative strategie di promozione che stanno accrescendo l’interesse verso questo piccolo angolo del Friuli Venezia Giulia.

L’identità del Collio: un patrimonio unico
Prima di raccontare gli eventi legati alle celebrazioni dei 60 Anni del Consorzio, penso che sia utile dare una risposta alla seguente domanda: Cosa rende il Collio un territorio così speciale? Diversi sono gli aspetti che concorrono e si intrecciano per definire la sua identità:
- Aspetti naturali
- Paesaggio: Straordinario paesaggio collinare ricco anche di tanti boschi dalle diverse tonalità di verde che contribuiscono alla biodiversità di un ecosistema da preservare.
- Suolo: Un suolo di marne e arenarie di origine eocenica, denominato ponca, non uniforme che presenta variazioni nella composizione e nella stratificazione, elemento fondamentale e caratterizzante per produrre vini di qualità.
- Morfologia: Un territorio collinare molto disomogeneo, per altezze, esposizioni, pendenze e tipologie di suolo che determina un’articolata e complessa zonazione.
- Clima e Microclimi: Un clima non uniforme nell’area che in simbiosi con le peculiarità del territorio origina tanti microclimi unici.
- Aspetti culturali
- Patrimonio architettonico: il dialogo tra stili diversi, unito al rispetto per gli spazi, sia interni che esterni, crea un connubio armonioso tra la ricca eredità del passato e le necessità della modernità.
- Patrimonio Vitivinicolo: Ampio e unico patrimonio di vitigni autoctoni (Ribolla gialla, Friulano, Picolit) e internazionali (Malvasia Istriana, Pinot Grigio, Pinot Bianco, Sauvignon, Chardonnay, Riesling, Riesling Italico, Müller Thurgau, Traminer aromatico, Merlot, Cabernet Franc, Cabernet Sauvignon e Pinot Nero) con cui si producono, tra bianchi e rossi, 19 tipologie di vino
- Longevità dei Vini bianchi: la straordinaria longevità dei vini bianchi deve spingere a riconsiderare l’abitudine di alcuni consumatori e spesso degli stessi operatori del settore nel chiedere solo vini bianchi di annata.
- Gastronomia raffinata: la sua cucina affonda le sue radici in una ricca tradizione contadina che ha saputo evolversi per adattarsi sia ai tempi sia alle esigenze enologiche creando un connubio eccellente
- Aspetti sociali
- Senso di Comunità: Spiccata capacità di fare gruppo e comunità, rispettando diversità e offrendo visioni alternative.
- Accoglienza e Multiculturalità: Accoglienza e multiculturalità come elemento distintivo nel passato, ma soprattutto nel presente.
- Mentalità e Adattabilità: Apertura al mondo con una mentalità pragmatica e una capacità di adattamento ai cambiamenti.
- Continuità Storica: “Coerenza e continuità tra storia e quotidiano, tra tradizione e novità, tra passato e presente.
Le celebrazioni del 60° anniversario del Consorzio
Tante e diverse sono state le iniziative intraprese dal Consorzio nel corso del 2024 per festeggiare il suo 60° anniversario. Senza dubbio la due giorni del 31 maggio e 1 giugno, dedicata alla stampa e ai comunicatori, tenutasi nel cuore del Collio, ha rappresentato l‘apice dei festeggiamenti.
In questa speciale occasione, con il territorio a fare da palcoscenico, i protagonisti sono state le eccellenze enologiche, oggetto di una straordinaria masterclass e le persone che in contesti e ruoli diversi – una cena, un convegno e una premiazione – hanno offerto un ritratto composito e polifonico, vivido, profondo e autentico del Collio in perfetta sintonia con la sua identità.
Masterclass “Assaggi di Storia del Collio” presso la Cantina Produttori Cormòns, a Cormòns
La masterclass Assaggi di Storia del Collio, ideata dal Consorzio, è stata condotta magistralmente dal sommelier Michele Paiano.
Un assaggio nel tempo del potenziale di questo territorio strutturato in tre sessioni, tre diverse tematiche per esplorare alcuni aspetti del mondo del vino del Collio che non tutti gli appassionati conoscono.
Si inizia con le promesse dei bianchi “giovani”, si prosegue con diverse interpretazioni del Collio Bianco straordinariamente longevi e ricchi, per arrivare alla struttura e alla complessità dei rossi.
Nel dettaglio riporto i vini presenti nelle diverse sessioni:
Il Collio Oggi
- Ribolla Gialla DOC Collio 2022, Humar
- Pinot Grigio DOC Collio 2022, Colle Duga
- Friulano Manditocai DOC Collio 2021, Livon
- Sauvignon DOC Collio 2023, Pighin
- Collio Bianco Vino da Uve Autoctone DOC Collio 2022, Cantina Produttori Cormons
La longevità del Collio Bianco
- Collio Bianco Vecchie Vigne DOC Collio 2018, Roncùs
- Collio Bianco Stare Brajde DOC Collio 2017, Muzic
- Collio Bianco Studio di Bianco DOC Collio 2016, Pascolo
- Collio Bianco Bratinis DOC Collio 2015, Gradis’ciutta
- Collio Bianco Klin DOC Collio 2013, Primosic
Il Collio Rosso
Anche in quest’ultimo panel di vini, è facile evidenziare che due sono i luoghi comuni che sono stati superati: nel Collio ci sono anche grandi vini rossi e naturalmente anche molto longevi:
- Collio Rosso Degli Orzoni DOC Collio 2018, Russiz Superiore
- Collio Rosso DOC Collio 2018, Podversic
- Collio Rosso DOC Collio 2013, Keber Renato
- Collio Rosso Ruben Riserva DOC Collio 2012, Picech
- Collio Rosso Leopold DOC Collio 2008, Fiegl
Convegno “Collio, un viaggio lungo 60 anni” presso la Fondazione Villa Russiz, Capriva del Friuli

Il convegno, moderato con maestria dalla giornalista Licia Granello, ha offerto un ampio susseguirsi di interventi pieni di ricordi, emozioni ed esperienze, un vero e proprio viaggio attraverso il passato, il presente e il futuro del Collio.
In questa prospettiva, particolarmente significative sono state le testimonianze di alcuni relatori.
Il Conte Michele Formentini, testimone diretto della firma dell’atto costitutivo del Consorzio Collio, ha offerto un racconto storico personale e ricco di aneddoti.
L’intervento di Tiziana Frescobaldi, presidente dell’omonima azienda toscana, ha evidenziato come il Collio possa essere un’area molto attrattiva e interessante per altri imprenditori che vogliono produrre vini di qualità.
Gianni Bignucolo, storico enologo del Collio, con parole di forte impatto visivo e suggestivo, ha saputo fotografare la bellezza e i profondi cambiamenti enologici e vitivinicoli che hanno plasmato il suo territorio: ” I vigneti sono diventati giardini, le cantine cattedrali e le case coloniche delle ville“.
Infine, Bruno Pizzul, giornalista e telecronista sportivo, ha toccato il tema delle iniziali difficoltà della sua terra, ma ha anche sottolineato come nel tempo il Collio sia riuscito a migliorarsi pur rimanendo fedele ai suoi valori di concordia e collaborazione.
Anche gli interventi più istituzionali hanno ulteriormente arricchito il racconto, contestualizzandolo sotto gli aspetti sociali ed economici.
Al termine dell’incontro alcune parole piuttosto evocative si sono impresse nella mia memoria: trasformazione, cambiamenti, evoluzione, innovazione, benemerenza, coesione, crescita, gruppo e rete.
Cena di Gala presso la Fondazione Villa Russiz, a Capriva del Friuli

La location scelta per festeggiare il 60° Anniversario del Consorzio è senz’altro unica: Villa Russiz, una realtà complessa dove convivono armoniosamente tradizione vitivinicola, impegno sociale e bellezza del paesaggio. Oggi tutte le attività economiche e le risorse immobiliari sono gestite dalla Fondazione Villa Russiz che destina l’intero ricavato, inclusa la produzione di vini di eccellenza, all’importante opera di sostegno, accoglienza ed educazione di bambini in difficoltà, proseguendo l’impegno intrapreso fin dalle origini da Elvine Ritter von Zahony.
Passando ai vini, è bastato l’aperitivo per evidenziare la ricchezza e l’ampia offerta che il Collio è in grado esibire: per questa occasione, infatti, gli ospiti hanno potuto degustare ben 5 tipologie di vino, per un totale di oltre 40 etichette e 4 diverse annate. Per non parlare poi delle proposte culinarie realizzate dallo Chef Christian Nardulli in abbinamento ad altri 6 vini del Collio.
La Sala del Caminetto, con i suoi tavoli rotondi, pur in un contesto elegante, ha favorito la convivialità tra gli invitati. Infatti ben presto, la formalità iniziale ha lasciato spazio a momenti più goliardici, in linea con la tradizione del Collio.
Premiazione della XVII edizione del Premio Collio presso la Tenuta Borgo Conventi, a Farra d’Isonzo

Il Premio Collio è dedicato al primo presidente del Consorzio Tutela Vini Collio, il Conte Sigismondo Douglas Attems di Petzenstein che ebbe l’intuizione che per produrre vini eccellenti fosse necessario che i produttori locali si unissero.
Questa iniziativa segnala e premia l’impegno di coloro che promuovono la viticoltura, l’enologia e la valorizzazione della Denominazione e del territorio del Collio.
L’importanza del premio è perfettamente riassunta dalle parole della Direttrice del Consorzio Tutela Vini Collio, Lavinia Zamaro:
“Oramai è un appuntamento importante che fa parte della storia, del presente e del futuro del nostro Consorzio che ha un ruolo importante sia per la promozione che per il sostegno della cultura del vino.”
I premi di questa edizione sono stati assegnati ai seguenti partecipanti:
- Miglior tesi di laurea triennale o magistrale (due vincitrici ex aequo):
- Eveljn Riturante (tesi magistrale): “Il marketing dell’esperienza nell’enoturismo – La Vendemmia Turistica Didattica in Friuli Venezia Giulia” Università degli studi di Udine dipartimento di studi umanistici e del patrimonio culturale – Corso di Laurea Magistrale in Gestione del Turismo e degli Eventi Culturali
- Antonella Fontanel (tesi triennale): “Selezione di lieviti enologici per fermentazioni a basso impatto energetico” Università degli studi di Udine dipartimento di scienze agroalimentari, ambientali e animali – Corso di Laurea in Viticoltura ed Enologia.
- Miglior articolo giornalistico divulgativo italiano:
- Davide Bortone con il suo “Viva il Collio (Bianco) purché non se ne parli.
- Miglior articolo giornalistico divulgativo straniero:
- Michael Godel “Another fine Collio Experience”(Canada).
Lo spirito del Collio
I festeggiamenti per il 60° Anniversario del Consorzio Collio sono stati un’esperienza straordinaria e un privilegio che mi ha trasmesso anche una nuova consapevolezza: al di là di ciò che conoscevo, di tutte le peculiarità che avevo scoperto, doveva esistere anche un legame profondo che le legasse indissolubilmente.
Per mesi ho cercato di capire cosa fosse e di darle anche un nome, finché non ho deciso di chiamarla semplicemente Spirito del Collio.
L’illuminazione definitiva e inaspettata della sua natura è arrivata durante una manifestazione di fine Novembre a Milano mentre parlavo con un produttore del Collio. Con semplicità mi disse: “Ogni tanto ci piace preparare delle grandi feste e divertirci un po’“.
Proprio in quel momento tutto mi si rivelò: ‘divertirci’ non era inteso come mero svago, ma racchiudeva proprio lo Spirto del Collio, ossia condivisione, convivialità e calore che diventa gioia di stare insieme.
Era quell’energia quasi palpabile che avevo “visto” durante i festeggiamenti, nei racconti appassionati dei protagonisti, nelle visite in cantina, nella disponibilità profusa che diventa prodigalità, nelle degustazioni dove il vino diventa catalizzatore di legami e di emozioni condivise.






