Oltrepò Pavese – Pinot Nero è un binomio naturale e identitario che solo da pochi anni si sta diffondendo in tutta Italia. Il merito è dovuto all’alta qualità che le espressioni e le interpretazioni di Pinot Nero hanno raggiunto, e non solo per la sua estensione che comunque è la terza superficie vitata (dopo la Borgogna e Champagne) di Pinot Nero nel mondo (oltre 3000 ettari su 13500 vitati).
Colline dai terreni disomogenei, pendii talvolta ripidi, talvolta ondulati, e valli che si intrecciano e si rincorrono, scolpiscono un territorio unico e inaspettato soprattutto per chi conosce il resto della Lombardia.
Tanti produttori hanno creduto e credono nelle qualità di questo vitigno e nelle sue tre diverse tipologie:
- Metodo Classico (DOCG)
- Metodo Classico Rosé o Cruasé (DOCG)
- Rosso fermo (DOC)
I numeri della produzione delle denominazioni stanno crescendo, ma purtroppo vi sono moltissime bolle e tantissimo rosso fermo che pur essendo di alta qualità non sono ancora presenti nelle registrazioni ufficiali in quanto le bottiglie escono come VSQ e IGT.
Naturalmente non contano molto le sigle se si punta sulla qualità, ma le denominazioni offrono, soprattutto per il consumatore, una maggiore riconoscibilità e garanzia.
Il Consorzio di Tutela dell’Oltrepò Pavese in questi ultimi anni si sta adoperato moltissimo per invertire questa rotta e a dare la giusta visibilità nazionale e internazionale al territorio, al vitigno e ai vini, grazie anche alle diverse attività di comunicazione messe in atto di recente.









