Collio Bianco Doc Collio, degustazione e tavola rotonda con i produttori – Farra d’Isonzo

Collio Bianco Doc Collio 1200

In occasione del Press Tour EnJoy Collio Experience 2023, si è tenuta presso l’Azienda Tenuta Borgo Conventi (Farra d’Isonzo), una tavola rotonda con degustazione sul Collio Bianco Doc Collio.

In questi ultimi anni il Collio si è diventato un’eccellenza nella produzione dei vini bianchi da uve monovarietali, facendo passare in  secondo piano il territorio. La scelta è stata premiata dai consumatori soprattutto in termini di mercato.

Parallelamente però, in questi ultimi anni, gli stessi consumatori, come il vino, si sono evoluti, sono diventati degli appassionati, dei profondi conoscitori non solo delle bottiglie, ma anche di tutto quello che c’è prima, dalle tecniche di produzione, per passare all’allevamento della vite, fino a chiedere di capire le profonde connessioni con la terra. Ed ecco allora che si fa largo un’esigenza, espressa anche durante questa tavola rotonda da più produttori, di riportare al centro della comunica il territorio, il Collio, ricordando quanto segue:

Il territorio fa il grande vino non il vitigno!

In effetti, per quello che ho potuto vedere e assaggiare, per quanto riguarda il Collio, lo condivido in pieno.

Come fare?

I produttori hanno individuato nel vino Collio Bianco Doc Collio il candidato migliore per rappresentarlo. Sennonché le modalità con cui farlo non trovano attualmente tutti d’accordo. Sono diverse infatti le posizione espresse dai produttori. Per comprendere al meglio la situazione occorre fare una piccola digressione storica.

Il passato

Il Collio Bianco Doc Collio è un uvaggio storico, di tradizione contadina, espressione del territorio prodotto con Ribolla Gialla, Tocai Friulano e Malvasia. Quando nacque il Consorzio di Tutela dei vini Collio, 1964, e poi con la nascita della DOC nel 68, fu riportata nel disciplinare la sua composizione con i tre vitigni autoctoni.

Nel corso degli anni però furono apportate delle modifiche: prima cambiarono le percentuali delle uve autoctone, ampliandole, e poi anche le varietà ammesse: così oggi, da disciplinare, il Collio Bianco Doc Collio può contenere tutte le varietà bianche del territorio esclusi i vini aromatici (il sauvignon però è ammesso).

Se da una parte questo ampliamento della base di produzione ha permesso di avere un maggior peso sul mercato ( i vini monovarietali si sono affermati ben presto rosicchiando visibilità e quote di mercato), dall’altra ha reso il Collio Bianco più imprevedibili, meno riconoscibile come dimostrano anche le diverse composizioni dei vini del campione di degustazione.

Nel recente passato sono state intraprese alcune iniziative per rendere questo vino più identificabile, ma per varie ragioni si sono ben presto fermate.

Il presente

Il punto centrale è quindi come dare al Collio Bianco una sua identità bene precisa che poi possa anche rispecchiarne e rispettarne la territorialità.

A mio avviso in questa frase ci sono i due concetti fondamentali della questione: identità e territorialità. Purtroppo entrambi danno luogo a diverse interpretazioni che determinano posizioni diverse. Essi non sono le risposte, ma rappresentano le domande.

Qual è l’identità oggi del Collio Bianco Doc Collio?

Una prima risposta potrebbe essere l’uvaggio “storico” di Ribolla Gialla, Friulano, e Malvasia. In questo modo i vini avrebbero un’identità più definita, la tipicità del vino sarebbe più garantita e gli appassionati di vino sarebbero meno disorientati sapendo cosa trovarsi nel bicchiere.

Diversamente esistono diversi altri uvaggi, forse almeno uno per produttore, tutti ammessi dal disciplinare, con cui sono stati prodotti negli ultimi decenni eccellenti vini Collio Bianco DOC, conosciuti e riconoscibili.  Non più una sola identità, non un solo uvaggio, ma tante espressioni tutte ugualmente possibili (soprattutto se alla fine il vino viene comunque acquistato e bevuto).

Cosa si intende per territorialità?

Il Collio per la sua formazione geologica e per le sue caratteristiche pedoclimatiche, non è un’unica zona vocata alla viticultura, ma è un aggregato di zone e sotto-zone suddivisibili a loro volta in molte micro-zone. Addirittura vi sono colline con due o più micro-zone. Questa estrema disomogeneità richiede scelte molto ponderate nel piantare un vigneto, nel produrre un vino. La zonazione è importante se si vuole realizzare prodotti di qualità superiore. Ed ecco allora che quando si parla di territorio, di territorialità bisogna tener presente che da una parte abbiamo il Collio e dall’altra tante micro-zone differenti.

Le diverse posizioni: due + una

Molte sono le cantine che producono il Collio Bianco Doc con uvaggi “personalizzati”, frutto di ricerca, di tentativi su tentativi nell’ individuare la loro migliore identità, il loro migliore uvaggio fra tutte le varietà, tra tutte le micro-zone a disposizione. Tante sono le variabili e così nascono vini unici, diversi gli uni dagli altri, originali, espressioni creative e molto locali, parlano di varietà e sono difficilmente confrontabili tra loro.

Diversamente i produttori tradizionali producono il Collio Bianco DOC con l’uvaggio storico, che fornisce un’identità meno atipica, essendo il frutto delle “sole” micro-zone di tre varietà. Diminuiscono così alcune variabili e i vini sono meno insoliti e singolari, e aumenta la possibilità di essere confrontati.

Negli ultimi anni alcuni produttori tradizionali hanno lanciato il progetto  “Collio da uve autoctone” definendo e aderendo a un “disciplinare autoprodotto” con regole comuni più stringenti per ridurre al minimo le diversità varietali e  le impronte aziendali, facendo così emergere le caratteristiche comuni del Collio. I vini prodotti sono già circa la metà della produzione totale di Collio Bianco DOC (240000 bt) e presentano un’etichetta con in alto, scritto in grande, la parola COLLIO  seguita nella riga successiva, con carattere più piccol0, dalle parole VINO DA UVE AUTOCTONE. Inizialmente le cantine erano 4, ma ora sono diventati 6 (Terre del Faet, Cantina Produttori di Cormòns, Edi Keber, Muzic, Maurizio Buzzinelli, Korsic) a cui ben presto se ne dovrebbero aggiunge delle altre.

Il futuro è coesistenza?

Il Progetto Collio da uve autoctone sembra ben avviato e suscitare molto interesse, anche se ancora un po’ timido in fatto di visibilità e comunicazione. Inoltre è un progetto inclusivo, ossia aperto a tutti e rispettoso delle situazioni già consolidate.

Per questo penso che le tre posizioni sopra esposte possano tranquillamente coesistere, ma credo e spero che nei prossimi anni altri produttori vi aderiscano.

Il campione di degustazione Collio Bianco DOC Collio

Di seguito le 9 cantine con i loro vini che oltre alla degustazione di Collio Bianco Doc Collio hanno partecipato alla tavola rotonda:

  1. CANTINA PRODUTTORI CORMÒNS – Collio Bianco Uve Autoctone DOC Collio 2021
    1. Tocai Friulano, Malvasia Istriana, Ribolla Gialla
  2. BRACCO 1881 – Collio Bianco La Mont- Brach DOC Collio 2021 (Elisabetta Bracco)
    1. 50% Friulano, 25% Malvasia istriana e 25% Sauvignon blanc
  3. RONCHI RO’ – Collio Bianco Bon Frut DOC Collio 2021 (Fares Issa)
  4. RACCARO – Collio Bianco DOC Collio 2020 (Luca Raccaro)
    1. Friulano, Sauvignon, Pinot Grigio
  5. TERRE DEL FAET – Collio Bianco Uve Autoctone DOC Collio 2020 (Andrea Drius)
    1. Tocai Friulano, Malvasia Istriana, Ribolla Gialla
  6. BOLZICCO – Collio Bianco Vigne da Mont DOC Collio 2019 (Michele Tomba)
    1. 60% Friulano 40% Ribolla Gialla
  7. TENUTA BORGO CONVENTI – Collio Bianco Luna di Ponca DOC Collio 2019 (Paolo Corso)
    1. Friulano 68%, Chardonnay 12.5%, Malvasia 19.5%
  8. MARCO FELLUGA RUSSIZ SUPERIORE – Russiz Superiore Collio Bianco Col Disôre DOC Collio 2018 (Alessandro Sandrin)
    1. Pinot Bianco, Friulano, Sauvignon, Ribolla Gialla
  9. GRADIS’CIUTTA – Collio Bianco Riserva DOC Collio 2017 (Robert Princic)
    1. Tocai Friulano, Malvasia Istriana, Ribolla Gialla

Tutti i dettagli riguardo al press tour Enjoy Collio Experience 2023 sono riportati nella recensione dell’evento raggiungibile al seguente link.

ULTERIORI LINK

http://www.borgoconventi.it/